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Calcolo TFR

Calcola il TFR (trattamento di fine rapporto) maturato e il netto che incassi davvero, con la rivalutazione ISTAT e la tassazione separata riga per riga.

TFR maturato lordo
22.604,63 €
TFR netto stimato
17.838,52 €

Ogni anno accantoni 2072,22 €, cioè il 6,91% della retribuzione: la legge divide per 13,5 e poi toglie il contributo dello 0,50%, non applica un 6,91% secco. Alla liquidazione l'aliquota della tassazione separata è il 23%, calcolata sul reddito di riferimento e non sull'aliquota marginale del 23% della tua busta paga.

Come si arriva al risultato

Quota annua (retribuzione ÷ 13,5)2222,22 €
Contributo aggiuntivo INPS (0,50%)−150,00 €
Quota annua accantonata2072,22 €
Accantonato in 10 anni20.722,20 €
Rivalutazione lorda maturata2267,99 €
Imposta sostitutiva sulla rivalutazione (17%)−385,56 €
TFR maturato lordo22.604,63 €
Reddito di riferimento (base ÷ anni × 12)24.866,64 €
IRPEF a tassazione separata (23%)−4766,11 €
TFR netto stimato17.838,52 €

Con almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore puoi chiedere un'anticipazione fino al 70% del maturato, qui 15.823,24 €, per spese sanitarie straordinarie o per l'acquisto della prima casa, una sola volta nel corso del rapporto (art. 2120, comma 6 del codice civile).

La rivalutazione è l'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno prima, e si applica al fondo esistente al 31 dicembre precedente: la quota dell'anno in corso non si rivaluta. Al 31 dicembre 2025 il tasso è stato il 2,31% (FOI da 120,2 a 121,5). Attenzione: da gennaio 2026 l'ISTAT pubblica il FOI su base 2025 = 100, quindi dividere un indice del 2026 per quello di dicembre 2025 dà un risultato senza senso.

Il calcolo riguarda il TFR che resta in azienda. Le quote destinate a un fondo pensione seguono le regole del decreto legislativo 252/2005, non la tassazione separata di questa pagina, e restano comunque nel reddito di riferimento che determina l'aliquota.

Stima a scopo educativo, basata sull'articolo 2120 del codice civile e sull'articolo 19 del TUIR: non costituisce consulenza fiscale, finanziaria o del lavoro. Il netto definitivo dipende dalla riliquidazione che l'Agenzia delle Entrate effettua sull'aliquota media dei cinque anni precedenti.

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La legge divide per 13,5, non moltiplica per 6,91%

L'articolo 2120 del codice civile dice che il TFR si calcola "sommando per ciascun anno di servizio una quota pari... all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5". Quella divisione vale il 7,4074% della retribuzione. Il 6,91% che leggi quasi ovunque è il risultato di una seconda norma: l'articolo 3, comma 15 della legge 297/1982 aumenta i contributi a carico del datore dello 0,30% dal luglio 1982 e di un "ulteriore 0,20%" dal gennaio 1983, e il comma 16 gli permette di detrarre quel contributo dalla quota di TFR. Lo 0,50% non è scritto in nessuna parte: è la somma di due aumenti. Su 30.000 euro l'anno la quota lorda è 2.222,22 euro, il contributo 150 euro e l'accantonamento 2.072,22 euro, cioè il 6,9074%. Moltiplicare per 6,91% secco dà 2.073 euro: 78 centesimi l'anno di differenza, che su una carriera diventano decine di euro.

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Le due basi non sono la stessa base

La quota si calcola sulla retribuzione utile dell'articolo 2120, comma 3: "tutte le somme, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso spese". Lo 0,50% invece si calcola sulla "retribuzione imponibile" previdenziale. Di solito coincidono, ma non per forza: il comma 3 si apre con "salvo diversa previsione dei contratti collettivi", quindi è il CCNL a dire quali voci entrano nel TFR, e può escluderne una che resta comunque imponibile ai fini contributivi. Quando le due basi si separano, il 6,91% non è più esatto e servono due conti distinti. In questo calcolatore inserisci la retribuzione utile al TFR: è quella che il tuo CCNL definisce, non il lordo in busta paga di un mese qualsiasi.

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La rivalutazione non tocca la quota dell'anno in corso

Ogni 31 dicembre il fondo già accantonato si rivaluta a un tasso composto dall'1,5% in misura fissa più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente. Il dettaglio che cambia il numero è nelle prime parole del comma 4: la rivalutazione si applica al trattamento "con esclusione della quota maturata nell'anno". La quota appena accantonata non si rivaluta, e la rivalutazione avviene "su base composta", quindi dieci anni al 2,3% non fanno il 23%. Al 31 dicembre 2025 il tasso è stato il 2,31%: l'indice FOI è passato da 120,2 a 121,5, cioè +1,0815%, di cui il 75% fa 0,8111%, più l'1,5% fisso. Se il rapporto finisce a metà anno, il comma 5 prende l'1,5% in proporzione ai mesi e l'aumento ISTAT misurato nel mese di cessazione.

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Nel 2026 l'indice ISTAT ha cambiato base: attenzione al conto

Da gennaio 2026 l'ISTAT pubblica il FOI su base 2025 = 100: gennaio 2026 vale 100,4 e agosto 2026 vale 103,7. Dicembre 2025, l'indice da cui parte la rivalutazione dell'anno, è pubblicato su base 2015 = 100 e vale 121,5. Dividere 103,7 per 121,5 dà meno 14,7%, e una rivalutazione del 1,5% meno il 75% di quel meno 14,7% diventa meno 9,5%: un fondo che si riduce, che è esattamente quello che la legge non prevede. Il cambio di base non si vede guardando i due numeri, perché sono entrambi indici FOI pubblicati dall'ISTAT per lo stesso Paese. Per un calcolo nel 2026 prendi i due indici sulla stessa base, dalla serie raccordata, oppure usa direttamente il coefficiente mensile che l'ISTAT pubblica. Qui il tasso è un campo che compili tu, proprio perché è la lettura di una serie viva e non una costante.

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Due imposte diverse, non una sola

La rivalutazione paga un'imposta sostitutiva del 17% ogni anno, prevista dall'articolo 11, comma 3 del decreto legislativo 47/2000 (era l'11% fino alle rivalutazioni del 2014). Il comma 4 aggiunge la parte che decide chi la paga: "l'imposta è imputata a riduzione del fondo". Significa che il tuo TFR cresce della rivalutazione al netto del 17%, e che l'anno dopo la rivalutazione si calcola su quella cifra ridotta. L'accantonamento, invece, paga l'IRPEF una sola volta, alla liquidazione, a tassazione separata: l'articolo 19 del TUIR dice che il TFR è reddito "riducendo il suo ammontare delle rivalutazioni già assoggettate ad imposta sostitutiva", cioè la rivalutazione non si tassa due volte. Sono due prelievi su due parti diverse dello stesso fondo, con due aliquote e due momenti.

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L'aliquota è una media, e si calcola moltiplicando per dodici

La tassazione separata non applica l'aliquota marginale della tua busta paga. L'articolo 19, comma 1 costruisce un "reddito di riferimento" dividendo la base per gli anni e le frazioni di anno di servizio e moltiplicando "per dodici": dodici, non 13,5. Dato che la quota annua è un tredicesimo e mezzo della retribuzione, annualizzarla per dodici produce circa l'88,9% della retribuzione annua, e su quella cifra si calcola l'IRPEF e si ricava l'aliquota media. Con 40.000 euro di retribuzione il reddito di riferimento è 33.155,52 euro: l'IRPEF su quella cifra è 8.141,32 euro, cioè un'aliquota media del 24,55%, mentre l'aliquota marginale su quello stesso reddito è il 33%. Un calcolo fatto al marginale sovrastima l'imposta di oltre un terzo. Nota che la lunghezza del rapporto non cambia l'aliquota: dividere per gli anni e moltiplicare per dodici la elimina dal conto.

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Il conto non finisce in busta: c'è la riliquidazione

Quello che il datore trattiene alla liquidazione non è l'ultima parola. Lo stesso comma 1 prosegue: "Gli uffici finanziari provvedono a riliquidare l'imposta in base all'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione, iscrivendo a ruolo le maggiori imposte dovute ovvero rimborsando quelle spettanti". Può andare nelle due direzioni: una cartella se hai pagato meno, un rimborso se hai pagato più. Il comma 1-bis aggiunge che se in uno o più di quei cinque anni non hai avuto reddito imponibile la media si calcola sugli anni in cui l'hai avuto, e se non l'hai avuto in nessuno si applica l'aliquota del primo scaglione IRPEF, oggi il 23%. Questo calcolatore stima la ritenuta alla liquidazione, che è la cifra che vedi sul cedolino; la riliquidazione richiede cinque anni della tua storia fiscale.

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I 309,87 euro l'anno non sono per il TFR

Una riduzione di 309,87 euro per ogni anno di servizio circola come se valesse per tutti. Nel testo dell'articolo 19 sta al comma 2-bis, che parla di "indennità equipollenti, comunque denominate": le buonuscite del pubblico impiego e simili, non il TFR del settore privato. Quello che il TFR privato ha davvero è al comma 1-ter, e vale solo per i contratti a termine di durata effettiva non superiore a due anni: 61,97 euro di imposta in meno per ciascun anno, in proporzione ai mesi per i periodi più brevi e ridotti proporzionalmente per il part time. Nel testo in vigore la cifra è scritta in lire, "lire 120 mila"; il testo che entra in vigore nel 2027 la scrive in euro, 61,97, e conferma la conversione. Togliere 309,87 euro l'anno da un TFR ordinario sottostima l'imposta.

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Fondo pensione e anticipazione: due scelte, due regole

Se destini il TFR a un fondo pensione, quelle quote escono da questa pagina: seguono il decreto legislativo 252/2005 e non la tassazione separata dell'articolo 19. Attenzione però a un dettaglio del comma 1: il reddito di riferimento si calcola sulla base "aumentata delle somme destinate alle forme pensionistiche". Spostare una parte del TFR nel fondo non abbassa l'aliquota su quello che resta in azienda. L'anticipazione è l'altra scelta: il comma 6 dell'articolo 2120 la consente con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore, fino al 70% del maturato, una sola volta nel corso del rapporto e per due motivi soltanto, le spese sanitarie straordinarie riconosciute dalle strutture pubbliche e l'acquisto della prima casa per sé o per i figli. Sull'anticipazione si applica la stessa aliquota, salvo conguaglio alla liquidazione definitiva (comma 4 dell'articolo 19).

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La norma cambia indirizzo il 1º gennaio 2027

Quasi tutte le pagine su questo argomento citano l'articolo 19 del TUIR. Dal 1º gennaio 2027 quell'articolo è abrogato dal decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117 e il suo contenuto diventa l'articolo 21 del nuovo Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi, intitolato "Indennità di fine rapporto e di fine servizio". La sostanza non cambia: la divisione per gli anni, la moltiplicazione per dodici, la media dei cinque anni, la riduzione per i contratti a termine. Cambiano le lire in euro e il rinvio al decreto legislativo 124/1993 diventa un rinvio al 252/2005. Nello stesso giorno l'articolo 241 del decreto legislativo 33/2025 abroga i commi 3, 4 e 4-bis dell'articolo 11 del decreto legislativo 47/2000, cioè la norma sull'imposta sostitutiva del 17%. Qui trovi entrambe le citazioni con la data in cui passa il testimone.

Esempio pratico

Esempio: 30.000 euro di retribuzione annua utile al TFR, dieci anni di servizio, rivalutazione media del 2,31% l'anno. La quota lorda annua è 30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 euro, meno 150 euro di contributo aggiuntivo: accantoni 2.072,22 euro l'anno, cioè il 6,9074%. In dieci anni l'accantonamento è 20.722,20 euro. La rivalutazione lorda maturata è 2.269,12 euro, su cui l'imposta sostitutiva del 17% preleva 385,75 euro: al fondo restano 1.883,37 euro. Il TFR maturato lordo è quindi 22.605,57 euro. La base della tassazione separata è l'accantonamento, 20.722,20 euro, e il reddito di riferimento è 20.722,20 ÷ 10 × 12 = 24.866,64 euro: sotto i 28.000 euro, quindi l'aliquota media è il 23%. L'IRPEF è 4.766,11 euro e incassi 17.839,46 euro. In tutto le due imposte prendono il 22,41% del fondo prima di entrambe. Con dieci anni di servizio puoi anche chiedere un'anticipazione fino a 15.823,90 euro, una sola volta, per spese sanitarie o per la prima casa.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR?
Dividi la retribuzione annua utile al TFR per 13,5 e togli il contributo aggiuntivo INPS dello 0,50%: su 30.000 euro l'anno accantoni 2.072,22 euro. Ogni 31 dicembre il fondo già accumulato, esclusa la quota dell'anno, si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI. Alla fine del rapporto il totale si tassa separatamente.
Quanto è la percentuale del TFR, 6,91% o 7,41%?
Entrambe, in momenti diversi. La legge accantona la retribuzione divisa per 13,5, cioè il 7,4074%, e poi il datore detrae lo 0,50% di contributo aggiuntivo: quello che resta nel tuo fondo è il 6,9074%, che si arrotonda a 6,91%. Il 6,91% non è scritto in nessuna norma, è la differenza fra le due.
Come si calcola la rivalutazione del TFR?
Il tasso è l'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI rispetto a dicembre dell'anno precedente, e si applica al fondo esistente al 31 dicembre precedente: la quota accantonata nell'anno in corso non si rivaluta. Al 31 dicembre 2025 il tasso è stato il 2,31%, con il FOI passato da 120,2 a 121,5.
Perché nel 2026 la rivalutazione del TFR viene negativa?
Perché da gennaio 2026 l'ISTAT pubblica il FOI su base 2025 = 100 e dicembre 2025 è pubblicato su base 2015 = 100. Agosto 2026 vale 103,7 e dicembre 2025 vale 121,5: dividendoli sembra che i prezzi siano scesi del 14,7%. Servono due indici sulla stessa base, dalla serie raccordata, o il coefficiente mensile pubblicato dall'ISTAT.
Quanto si paga di tasse sul TFR?
Due imposte su due parti diverse. La rivalutazione paga un'imposta sostitutiva del 17% ogni anno, imputata a riduzione del fondo. L'accantonamento paga l'IRPEF una sola volta alla liquidazione, a tassazione separata, con l'aliquota media calcolata sul reddito di riferimento: su 30.000 euro di retribuzione e dieci anni di servizio è il 23%.
Il TFR si tassa con l'aliquota della mia busta paga?
No, e di solito è più bassa. L'articolo 19 del TUIR costruisce un reddito di riferimento dividendo la base per gli anni di servizio e moltiplicando per dodici, poi ne ricava l'aliquota media. Con 40.000 euro di retribuzione il riferimento è 33.155,52 euro e l'aliquota media il 24,55%, mentre l'aliquota marginale su quel reddito è il 33%.
Il TFR netto che vedo sul cedolino è definitivo?
No. L'Agenzia delle Entrate riliquida l'imposta sull'aliquota media dei cinque anni precedenti e, nelle parole della norma, iscrive a ruolo le maggiori imposte dovute "ovvero" rimborsa quelle spettanti: può arrivare una richiesta o un rimborso. Serve la tua storia fiscale di cinque anni, quindi nessun calcolatore può anticiparla.
Quando posso chiedere l'anticipo del TFR e quanto?
Con almeno otto anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro, fino al 70% del maturato e una sola volta nel corso del rapporto. I motivi ammessi sono due: spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche, e acquisto della prima casa di abitazione per te o per i tuoi figli, documentato con atto notarile.
Se metto il TFR nel fondo pensione cambia la tassazione?
Sì: le quote versate al fondo seguono il decreto legislativo 252/2005 e non la tassazione separata dell'articolo 19. Ma quelle somme restano nel reddito di riferimento che determina l'aliquota, perché il comma 1 lo calcola sulla base "aumentata delle somme destinate alle forme pensionistiche": non abbassi l'aliquota su quello che lasci in azienda.
Spetta la riduzione di 309,87 euro per anno sul TFR?
No, non sul TFR del settore privato: quei 309,87 euro stanno al comma 2-bis dell'articolo 19 e riguardano le indennità equipollenti. Per il TFR c'è il comma 1-ter, che riduce l'imposta di 61,97 euro per anno solo nei contratti a termine di durata effettiva non superiore a due anni, in proporzione ai mesi per i periodi più brevi.
Il TFR si paga anche se mi dimetto?
Sì. L'articolo 2120 si apre con "in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato", quindi dimissioni, licenziamento, scadenza del termine e pensionamento danno tutti diritto al TFR maturato. La Corte costituzionale lo ha chiarito già nel 1968, dichiarando illegittima la vecchia norma che lo escludeva in caso di dimissioni volontarie.

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