Vai al contenuto
Calculadora Capital
Calcolatori fiscali

Calcolo ritenuta d'acconto

Calcola la ritenuta d'acconto e il netto che il cliente ti paga davvero, distinguendo le righe della fattura che entrano nella base da quelle che ne restano fuori.

Ritenuta d'acconto
200,00 €
Netto a pagare
1020,00 €

La ritenuta è il 20% di 1000,00 €, cioè il 20% del compenso. Il cliente ti paga il netto e versa la ritenuta all'Agenzia delle Entrate entro il 16 del mese successivo.

La fattura riga per riga

Compenso1000,00 €
Imponibile IVA1000,00 €
IVA (22%)220,00 €
Totale fattura1220,00 €
Base della ritenuta1000,00 €
Ritenuta (20% sul 100% della base)−200,00 €
Netto a pagare1020,00 €

È una ritenuta a titolo d'acconto: non è un'imposta in più, è un anticipo sull'IRPEF che dichiarerai. La recuperi nella dichiarazione dei redditi, dove la scomputi dall'imposta dovuta.

La ritenuta non si calcola sul totale della fattura: la rivalsa INPS del 4% e i rimborsi forfettari entrano nella base, il contributo integrativo della cassa e le spese documentate anticipate per il cliente no.

I due contributi del 4% si somigliano in fattura ma si comportano in modo opposto. La rivalsa INPS della gestione separata è fiscalmente compenso, cioè reddito tuo, quindi entra sia nell'imponibile IVA sia nella base della ritenuta: su 1.000 euro con la rivalsa la ritenuta è 208 euro e non 200. Il contributo integrativo di una cassa professionale (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM) è invece una partita di giro destinata alla cassa: entra nell'IVA ma resta fuori dalla ritenuta. Allo stesso modo contano solo le spese analiticamente documentate e anticipate in nome e per conto del cliente (articolo 15 del DPR 633/1972), che restano fuori da entrambe le basi; un rimborso forfettario senza documenti è compenso a tutti gli effetti.

Stima a scopo educativo, non costituisce consulenza fiscale. L'aliquota e la base dipendono dal tipo di prestazione e dal regime fiscale di chi fattura; casi particolari come la ritenuta sui lavori in condominio, le agenzie di viaggio e le imprese agricole seguono regole proprie. Verifica con l'Agenzia delle Entrate o con il tuo commercialista.

1

Il 20% è la parte facile: conta la base

La ritenuta d'acconto sui compensi di lavoro autonomo è il 20% e lo è dal 1998. Quello che cambia il risultato non è l'aliquota ma su quali righe della fattura si applica: non sul totale, non sull'IVA e non su tutto quello che scrivi sopra l'IVA. La base è il compenso, più la rivalsa INPS se la addebiti, più gli eventuali rimborsi spese senza documenti. Restano fuori l'IVA, il contributo integrativo della cassa professionale e le spese che hai anticipato per il cliente con i documenti in mano.

2

I due contributi del 4% che sembrano uguali e non lo sono

Qui si perde o si guadagna denaro. La rivalsa INPS del 4% della gestione separata è fiscalmente un compenso, cioè reddito tuo che giri all'INPS: entra sia nell'imponibile IVA sia nella base della ritenuta. Su 1.000 euro di onorario con la rivalsa la ritenuta è 208 euro, non 200. Il contributo integrativo di una cassa professionale (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAM) è invece una partita di giro destinata alla cassa e non è reddito tuo: entra nell'IVA ma resta fuori dalla ritenuta, quindi su 1.000 euro la ritenuta resta 200 euro. In fattura le due righe si somigliano, spesso con la stessa aliquota del 4%: trattarle allo stesso modo è l'errore più comune di tutti.

3

Rimborsi spese: contano i documenti, non l'etichetta

Le spese analiticamente documentate e anticipate in nome e per conto del cliente, previste dall'articolo 15 del DPR 633/1972, non sono un tuo compenso: restano fuori sia dall'IVA sia dalla ritenuta e si aggiungono al totale della fattura così come sono. Un rimborso forfettario, cioè una cifra tonda senza documenti dietro, è compenso a tutti gli effetti ed entra in entrambe le basi. Lo stesso importo di 200 euro cambia la ritenuta di 40 euro e l'IVA di 44 euro a seconda che sia documentato o no.

4

Provvigioni: il 23% si applica a metà base

Per le provvigioni di agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento d'affari la legge non scrive una percentuale: rinvia all'aliquota del primo scaglione IRPEF, che oggi è il 23%. La ritenuta però è «commisurata al 50 per cento» delle provvigioni, quindi il peso effettivo è l'11,5%. Se dichiari al committente di avvalerti in via continuativa di dipendenti o di terzi, la base scende al 20% delle provvigioni e l'effettivo al 4,6%: su una provvigione di 1.000 euro sono 115 euro contro 46. Dire «sulle provvigioni si applica il 23%» senza aggiungere su quale base sbaglia il conto del doppio.

5

Quando la ritenuta non si applica affatto

Chi è in regime forfettario è fuori dal meccanismo: l'articolo 1, comma 67 della legge 190/2014 stabilisce che i compensi del reddito forfettario non sono assoggettati a ritenuta d'acconto. L'esonero non è automatico, però: devi rilasciare al cliente una dichiarazione da cui risulti che quel reddito è soggetto a imposta sostitutiva. Il forfettario non addebita nemmeno l'IVA (comma 58 dello stesso articolo), quindi una fattura da 1.000 euro vale 1.000 euro: scegliendo questo regime nel calcolatore spariscono entrambe le voci, perché derivano dalla stessa scelta.

6

Acconto o imposta: la differenza che conta più dell'aliquota

Per un residente la ritenuta è «a titolo d'acconto»: non è un'imposta in più, è un anticipo dell'IRPEF che dichiarerai, e la recuperi nella dichiarazione dei redditi scomputandola dall'imposta dovuta. Per un soggetto non residente l'aliquota è il 30% ed è «a titolo d'imposta»: chiude il debito d'imposta italiano e non si recupera. È la stessa parola «ritenuta» per due cose diverse, e la differenza pesa più dei dieci punti di aliquota. Il cliente, in veste di sostituto d'imposta, versa la ritenuta con il modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.

7

La norma cambia indirizzo il 1º gennaio 2027

Quasi tutte le pagine su questo argomento citano gli articoli 25 e 25-bis del DPR 600/1973. Dal 1º gennaio 2027 quei due articoli sono abrogati dall'articolo 241 del decreto legislativo 33/2025 e il loro contenuto diventa gli articoli 38 e 39 del Testo unico in materia di versamenti e di riscossione. La sostanza non cambia: 20% per il lavoro autonomo, 30% per i non residenti, il primo scaglione IRPEF sul 50% o sul 20% delle provvigioni. Cambia la citazione, quindi qui trovi entrambe, con la data in cui passa il testimone.

Esempio pratico

Esempio: sei un consulente in gestione separata e fatturi 1.000 euro di compenso con la rivalsa INPS del 4%. L'imponibile IVA è 1.040 euro, l'IVA al 22% è 228,80 euro e il totale fattura è 1.268,80 euro. La base della ritenuta è anch'essa 1.040 euro, perché la rivalsa è compenso: la ritenuta del 20% è 208 euro, cioè il 20,8% dell'onorario. Il cliente ti bonifica 1.060,80 euro e versa 208 euro all'Agenzia delle Entrate. Se al posto della rivalsa avessi il contributo integrativo del 4% di una cassa, il totale fattura sarebbe identico (1.268,80 euro) ma la ritenuta scenderebbe a 200 euro e incasseresti 1.068,80 euro: 8 euro di differenza prodotti soltanto da come si classifica quella riga.

Domande frequenti

Come si calcola la ritenuta d'acconto?
Applichi il 20% alla base, che è il compenso più la rivalsa INPS se la addebiti e più i rimborsi spese senza documenti. Su un compenso di 1.000 euro senza altre voci la ritenuta è 200 euro. L'IVA, il contributo integrativo della cassa e le spese documentate anticipate per il cliente non entrano nella base.
La ritenuta d'acconto si calcola sull'IVA?
No. L'IVA non è un tuo compenso ma un'imposta che incassi per lo Stato, quindi resta fuori dalla base della ritenuta. Su una fattura di 1.000 euro più 220 euro di IVA la ritenuta è il 20% di 1.000, cioè 200 euro, e il cliente ti paga 1.020 euro.
La rivalsa INPS del 4% entra nella ritenuta d'acconto?
Sì. La rivalsa della gestione separata è fiscalmente compenso, quindi entra sia nell'imponibile IVA sia nella base della ritenuta: su 1.000 euro di onorario più 40 euro di rivalsa la ritenuta è il 20% di 1.040, cioè 208 euro. È il contrario del contributo integrativo di una cassa professionale, che resta fuori.
Il contributo integrativo della cassa entra nella ritenuta?
No. Il contributo integrativo (per esempio il 4% della Cassa Forense o il 2% di Inarcassa) è una partita di giro destinata alla cassa e non è reddito tuo: si addebita al cliente, entra nell'imponibile IVA ma resta fuori dalla base della ritenuta.
Quanto è la ritenuta d'acconto su una prestazione occasionale?
Il 20%, la stessa aliquota del lavoro autonomo abituale: l'articolo 38 del Testo unico la applica ai compensi per prestazioni di lavoro autonomo «ancorché non esercitate abitualmente». Su 500 euro di compenso occasionale la ritenuta è 100 euro e incassi 400 euro. Senza partita IVA non c'è IVA da addebitare.
Chi è in regime forfettario subisce la ritenuta d'acconto?
No: l'articolo 1, comma 67 della legge 190/2014 esclude i compensi del reddito forfettario dalla ritenuta. Devi però rilasciare al cliente la dichiarazione che attesta che quel reddito è soggetto a imposta sostitutiva. Il forfettario non addebita nemmeno l'IVA, quindi la fattura si incassa per intero.
Qual è la ritenuta sulle provvigioni di un agente?
L'aliquota è quella del primo scaglione IRPEF, oggi il 23%, ma si applica solo al 50% delle provvigioni: il peso effettivo è l'11,5%. Se dichiari di avvalerti con continuità di dipendenti o terzi la base scende al 20%, cioè il 4,6% effettivo. Su 1.000 euro di provvigione sono 115 euro oppure 46 euro.
Quando si recupera la ritenuta d'acconto?
Nella dichiarazione dei redditi dell'anno in cui l'hai subita: è un anticipo dell'IRPEF e si scomputa dall'imposta dovuta, con rimborso o credito se hai versato più del dovuto. Per i non residenti invece la ritenuta del 30% è a titolo d'imposta e non si recupera.
Entro quando il cliente versa la ritenuta?
Il cliente, che agisce come sostituto d'imposta, versa la ritenuta con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento del compenso, e ti certifica le somme trattenute con la Certificazione Unica dell'anno dopo.

Calcolatori e letture correlati

Incorpora questo calcolatore

Incolla questo codice nel tuo sito per mostrare il calcolatore. Include un link di attribuzione.

Lingua
Tema
Colore

Anteprima

Gratuito. Il codice adatta l'altezza automaticamente.

Fonti

Autore: Thorben Rasmus Idel · Revisionato da: Nahar Geva · Ultima revisione: